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11/06/2009
Proprio in questi giorni si è parlato molto dello sviluppo di nuove tecnologie edili ed impiantistiche e si stanno sperimentando nuovi metodi per la produzione di energia elettrica e termica. A farlo è stato anche il TG5, uno dei più autorevoli organi di stampa nazionali.
Eleca ha notevolmente anticipato i tempi, ideando e proponendo già più di dieci anni fa nuove soluzioni tecnologiche per la ristrutturazione di tutti gli impianti del Grattacielo Pirelli, sede della Regione Lombardia.
Eleca ha acquisito nel 1997 il contratto per la ristrutturazione di tutti gli impianti meccanici ed elettrici esistenti nel Pirellone. Dopo la sospensione dei lavori in conseguenza del tragico evento del 18 aprile 2002 i lavori sono ripresi e sono stati completati nel 2005.
In particolare è interessante segnalare quanto segue.
Impianto geotermico
Si legge e si sente parlare di impianti di riscaldamento geotermici di grandi dimensioni recentemente installati in centri commerciali: già nel 1997 Eleca ha proposto e successivamente realizzato un sistema di riscaldamento di tipo geotermico del Pirellone (allora l’edificio interamente in cemento armato più alto d’Europa avente una superficie occupata di circa 30.000 metri quadrati) in grado di soddisfare il fabbisogno termico degli impianti di climatizzazione. In sintesi anziché produrre acqua calda mediante caldaie a gas è stato realizzato un sistema geotermico a ciclo aperto a pompa di calore che utilizza il calore dell’acqua di falda.
Tale soluzione ha consentito di eliminare completamente le emissioni dei gas di combustione prodotti dalle caldaie, una riduzione dei costi di esercizio e inoltre il prelievo dell’acqua dal sottosuolo ha contribuito a contrastare l’innalzamento della falda sottostante l’area occupata dall’edificio che crea problemi ai piani interrati degli edifici, ai parcheggi sotterranei e alla metropolitana.
Questa soluzione innovativa è stata resa possibile dalla posizione dell’edificio dal cui sottosuolo è possibile prelevare la quantità di acqua necessaria al funzionamento degli impianti termofrigoriferi e dalla presenza del Naviglio Martesana a circa 800 metri dall’edificio nel quale mediante tubazioni interrate viene convogliata l’acqua di falda dopo il suo utilizzo nei sistemi frigoriferi/pompa di calore.
L’utilizzo dell’acqua di falda per il riscaldamento e per lo smaltimento del calore prodotto dalle unità frigorifere oltre a ridurre le emissioni di gas serra (in una zona centrale di una città con gravi problemi di inquinamento dell’aria) ha consentito di recuperare lo spazio già utilizzato dalla vecchia centrale termica a caldaie e del trentunesimo piano dell’edifico (posto a circa 116 metri d’altezza dal piano stradale) precedentemente utilizzato come vano tecnico, successivamente trasformato in spazio panoramico aperto al pubblico, in cui è stata recentemente realizzata una struttura per riunioni riservate alla presidenza della regione.
Il sistema di riscaldamento a pompa di calore è costituito essenzialmente da tre unità di potenza adeguata ai fabbisogni delle unità centralizzate di trattamento dell’aria (che garantiscono il ricambio di aria negli ambienti la cui portata massima complessiva è di circa 200.000 metri cubi/ora) e da 910 condizionatori autonomi a pompa di calore installati nell’edificio che provvedono al mantenimento della temperatura ambiente riscaldando o raffreddando ciascun locale con un controllo personalizzato della temperatura in ambiente, garantendo il massimo della flessibilità di gestione ed utilizzo.
Impianti idrici e di spegnimento incendi
Per garantire il corretto funzionamento degli impianti idricosanitari e antincendio (manuali a idranti e automatici a sprinkler) presenti in un edificio di altezza superiore a 100 metri è stato necessario studiare e realizzare soluzioni particolari.
Aspetti particolari relativi alla esecuzione dei lavori
I lavori di ristrutturazione totale degli impianti sono stati eseguiti nel periodo precedente l’evento del 18 aprile 2002 con l’edificio normalmente utilizzato ad eccezione delle zone in cui progressivamente venivano eseguiti i lavori. Pertanto è stato fondamentale realizzare le opere necessarie a garantire il corretto funzionamento degli impianti per consentire la piena funzionalità dell’edificio nelle zone non interessate ai lavori.
Dopo l’evento e il periodo di sospensione del lavori, la ristrutturazione degli impianti è stata eseguita con l’edificio vuoto: per rispettare la data di consegna dell’edificio imposta dalla Committente è stato necessario lavorare su più turni giornalieri incluso giorni prefestivi e festivi.
Sistema di gestione computerizzato
Per consentire il monitoraggio di tutti gli impianti è stato realizzato un sistema centralizzato computerizzato di rilevamento e gestione dati di funzionamento BMS (Building Management System) in modo da consentire agli operatori di verificare il corretto funzionamento di tutti gli impianti da una sala controllo. Tale monitoraggio oltre a garantire le condizioni ambientali di comfort e di sicurezza consente di ottimizzare il consumo energetico e quindi un risparmio dei costi di esercizio.
Sistema di cablaggio strutturato
Il sistema di cablaggio strutturato, di tipo a “gestione intelligente”, è stato completamente rifatto in piena conformità agli ultimi standard internazionali in categoria 6. Ogni postazione di lavoro dei 30 piani, oltre a quelli dei corpi bassi, è stata equipaggiata con 3 punti presa RJ45 UTP, per un totle di 22.000 punti facenti capo ai permutatori di piano posizionati in posizione baricentrica. La struttura del cablaggio verticale è stata realizzata con dorsali ridondanti in fibra ottica e rame (12.000 metri di cavo a 12 fibre ottiche,.6.000 metri di cavo a 2 fibre ottiche, 10.000 metri di cavo telefonico a 100 coppie, 782.000 di cavo UTP a 4 coppie), tra di loro separate fisicamente per evidenti motivi di sicurezza. Pertanto, con l’attestazione della fibra ottica doppia su ciascun piano si è potuto garantire più agevolmente la sicurezza dell’informazione in quanto, nella eventualità della caduta di una dorsale, per il ripristino della rete non è necessario coinvolgere gli apparati attivi dei piani adiacenti, evitando quindi di appesantire le funzionalità e le prestazioni dei servizi degli altri piani. E’ stato inoltre comunque eseguito il collegamento in verticale tra i permutatori di piano in modo da ottenere una ulteriore via di interconnessione (doppio back-up).
Per quanto riguarda la ristrutturazione degli impianti elettrici sono stati progettati assumendo a riferimento i principi di sicurezza, flessibilità, prestazione e linearità per semplificare la loro costruzione e manutenzione. Gli impianti elettrici realizzati da Eleca si possono essenzialmente suddividere in : cabina per il ricevimento dell’energia in media tensione, linee di distribuzione principale, quadri di distribuzione secondaria, impianti luce e FM per alimentare le utenze civili del complesso.
Le tecnologie studiate e realizzate da Eleca qualche anno fa presso il Grattacielo Pirelli hanno fatto “scuola” e sono state prese a modello per importanti edifici in fase di realizzazione (Altra Sede della Regione Lombardia, Polo della Moda in zona Garibaldi).
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